
Nome: Rosella
Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell'universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, si o no, mangiato una rosa.
Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore?
E vedrete che tutto cambia...
Ma i grandi non capiranno mai che questo abbia tanta importanza.
Questo e' per me il piu' bello e il piu' triste paesaggio del mondo.
E' lo stesso paesaggio della pagina precedente, ma l'ho disegnato un'altra volta perche' voi lo vediate bene.
E' qui che il piccolo principe e' apparso sulla Terra e poi e' sparito.
Guardate attentamente questo paesaggio per essere sicuri di riconoscerlo se un giorno farete un viaggio in Africa, nel deserto.
E se vi capita di passare di la', vi supplico, non vi affrettate, fermatevi un momento sotto le stelle !
E se allora un bambino vi viene incontro, se ride, se ha i capelli d'oro, se non risponde quando lo si interroga, voi indovinerete certo chi e'.
Ebbene, siate gentili !
Non lasciatemi cosi' triste: scrivetemi subito che e' ritornato...
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M'hanno chiesto come sto.
In standby è stata la risposta.
Non ho voglia di vedere gente. Non ho voglia di parlare. Non ho voglia di ascoltare.
Mi piace:
dormire
mangiare
E intanto aspetto che torni la voglia.
I sentimenti hanno diverse evoluzioni.
L'amore, quello più anelato, quello più romanzato, a volte si scambia per semplice simpatia per, o soltanto come desiderio di essere al centro della vita di qualcun altro.
L'odio, invece, percorre una linea meno visibile, ai miei occhi, nel cuore. Poi esplode. E non c'è nessun altro sentimento che possa fare da contrappeso. Ci si vive di odio. Ci si nutre di odio. Che si traduce in voler male di.
Domenica pomeriggio, all'ennesimo giro intorno al tavolo della cucina per far fare un minimo di movimento a mamma. Odio l'inverno che non mi permette di uscire fuori.
Ogni tanto il mio sguardo va fuori la finestra. La bora vibra nei rami spogli del noce di fronte. Vedo passare una testa. E poi un'altra. E poi un'altra ancora. E' la famiglia che abita a fianco la mia casa. E' la famiglia con cui ho legami di sangue. E' la famiglia con cui meschinamente litigherò un giorno per la successione. E' la famiglia che mi fa uscire dalla bocca un augurio del tipo: "almeno uno dei componenti cascasse per terra e si rompesse i denti".
Non ho altre parole che queste.
Non ho altre emozioni che queste.
Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali,
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto e' come prima
un passo dopo l'altro,
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire e' ormai quasi passato.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
domani sarà un giorno uguale a ieri.
La nave ha già lasciato il porto
e dalla riva sembra un punto lontano
qualcuno anche questa sera
torna deluso a casa piano piano.
Un giorno dopo l'altro
la vita se ne va
e la speranza ormai e' un'abitudine.
L. Tenco
Apro la pagina di Splinder. Devo scrivere qualcosa di spiritoso, ironico e autoironico. Devo. Magari racconto qualche altra cazzata della collega che se riesco a mettere in fila le parole! O magari racconto della capa che si è offesa perchè il tappetino del mouse col cuscino appoggia polso il tizio l'ha regalato a me e non a lei. O di quando mi ha detto "ho l'impressione che in quest'ufficio non si lavori finchè arrivo io" e la mia pronta risposta "ti conviene stare sempre qua, portati la brandina".
Magari penso positivo.
Dopo la pioggia(Gianni Rodari)
Dopo la pioggia viene il sereno
brilla in cielo l'arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E' bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.
Però lo si vede - questo è il male -
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente ?
Un arcobaleno senza tempesta
questa sì che sarebbe festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.